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Visitare Gradara

Molti turisti vengono a Gradara per vedere la Rocca e… si ritrovano in un borgo ricco di storia e situazioni da vivere.

Visitare Gradara richiede un’ora o un giorno intero.

Puoi immergerti nell’atmosfera Medievale già sorpassando l’imponente prima cinta muraria alla cui sommità corrono i Camminamenti di Ronda.

Il borgo, perfettamente conservato al suo interno è un gioiello di cui gli abitanti si prendono cura con l’orgoglio e la consapevolezza di essere privilegiati nel vivere in questo piccolo angolo di Paradiso.

Balconi fioriti, pergolati profumati ed angoli verdi sono il percorso che conduce il visitatore alla seconda cinta muraria che cinge la Rocca.

 

Camminamenti di ronda

Camminamenti di Ronda

La Rocca di Gradara ed il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture meglio conservate d’Italia con le due cinte murarie che proteggono la fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri.
Ed è proprio sulla cinta muraria esterna del XIV sec., restaurata dalla Pro Loco negli anni ’50, che si possono percorrere 400 metri lungo gli antichi camminamenti di Ronda.
Da qui si possono godere da una parte dello splendido panorama delle dolci colline marchigiane, dall’altro lo sguardo spazia lungo la costa romagnola, fino a perdersi oltre l’orizzonte del mare Adriatico.

Museo Storico e Grotte di Gradara

Museo Storico e Grotte Medioevali

All’interno del Museo storico potrai ripercorrere la vita di Gradara e del suo territorio nei secoli. Strumenti da guerra ed armi  in miniatura in scala reale, ricostruzioni in miniatura delle principali stanze della Rocca, una collezione degli strumenti di tortura nei secoli ed una selezione di ambientazioni di civiltà contadina. Per poi scendere nell’unica parte visitabile delle Grotte tufacee che percorrono come un labirinto il sottosuolo del Castello di Gradara.

Entra nel sito del Museo Storico

Chiesa di San Giovanni Battista

Voluta da Giovanni Malatesta da Verucchio, la facciata è rimasta trecentesca, mentre l’interno, dopo il crollo del terremoto del XVII secolo è stato restaurato con i dettami architettonici settecenteschi. All’interno è allocato un magnifico crocifisso ligneo del 1500 dono dei Conti Barzi-Mosca. Guardandolo attentamente e seguendo i numeri posti sull’altare il Cristo ha 3 espressioni ben definite (1-sembra che il Cristo possa proferire ancora alcune parole 2-il Cristo sta esalando l’ultimo respiro 3-la serenità del volto del Cristo morto)

Giardino degli Ulivi di via Cappuccini

Olivi secolari che crescono in questo particolare giardino sono da alcuni anni oggetto di studio del CNR, per identificare il ceppo originario della specie.